Primo Piano
ApI Calabria
Intervengo volentieri sul dibattito donne e politica. Constato che si è certamente distratti quando non si vede che in Calabria il principio della rappresentanza di genere in politica è di fatto sistematicamente violato. La presenza di donne in organismi ed enti provinciali e regionali si possono contare sulle prime dita di una sola mano. La stortura della vita democratica esistente in questa regione è evidente a partire dalla assenza di rappresentanza di genere in seno alla massima assise della Regione.
Pubblicato su Europa il 24 Dicembre 2010
Europa si chiedeva l’altro giorno perché il nascente Terzo polo non si sia precipitato a dare sponda alla «apertura al centro» annunciata da Pier Luigi Bersani. Proverò ad argomentare le ragioni non di una diffidenza, ma di una scelta, condivisibile o meno, di orizzonte. È abbastanza naturale ed ovvio che il nuovo Polo, nato dalla crisi del sistema politico attuale, coltivi legittime ambizioni sia politiche che di crescita elettorale.
“Quella forza delle donne che la psicologia non può spiegare”, affermava O. Wilde, “ma che invece esiste ed è presente in ognuna”. Una forza costruita nel tempo e nella storia, troppo spesso ad altissimo costo, lottando contro la chiusura di un mondo costruito dall’uomo per l’uomo. Una forza messa a dura prova da una società che alla donna chiede di dimostrare di più, per raggiungere quel traguardo che gli uomini (diciamocelo) conquistano più facilmente.
“In Calabria si potrebbe fare un partito di sole donne”, scrive su questa rubrica il senatore Bruno, e siamo d’accordo, ma a questo punto, saltando i dati sull’apartheid, ormai arcinoti, che le donne subiscono con riferimento all’impegno politico, proviamo a fare un passo ulteriore, ponendoci, provocatoriamente, due domande: è proprio necessario che le donne si impegnino in politica? E, se si, come dovrebbero cambiare le regole perché il gioco sia realmente aperto al contributo femminile?
Pino Aprile, nel saggio "Terroni", a proposito del modo in cui è stata realizzata l’Unità d’Italia, scrive: “non si sono,stranamente, mai valutate le conseguenze del danno più grave procurato al sud dall’invasione e dall’ultrasecolare politica discriminatoria: la perdita dei padri…. Nel Mezzogiorno è successo che, dopo la strage, l’unica via lasciata ai meridionali fu la fuga e, in un secolo (ovvero per tre generazioni di seguito) i padri furono costretti a emigrare, a milioni…
Con l'approvazione al Senato della ratifica al trattato dell'Unione europea, che assegna all'Italia il 73esimo seggio a Bruxelles, la Calabria ha un altro rappresentante significativo come Gino Trematerra, coordinatore regionale dell'UDC nonchè sindaco di Acri. Alleanza per I'Italia, insieme a tutte le forze del nuovo polo, ha fortemente sostenuto questa scelta fin dalla Camera dei Deputati quando è stato necessario mettere sotto Pdl e Lega che avrebbero preferito l'elezione di altra persona.
È stato istituito oggi alla Camera il Tavolo di coordinamento del nuovo polo per le elezioni amministrative. I rappresentanti di ApI, Udc, Fli, Mpa e Ld hanno posto le basi per una linea e una proposta programmatica comune “affinché giungano dal territorio – si legge in un comunicato stampa – le indicazioni su candidature idonee e unitarie”.
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